domenica 24 settembre 2017

13 Agosto 2016–Kinross Fair & Loch Leven

Scotland - kinross

Prima o poi bisognava ricominciare, e allora perchè non farlo da una mappa, così ci togliamo il pensiero? In questo post ci porteremo nell’area cerchiata di blu qui sopra, per visitare la fiera di Kinross e la riserva il lago di Leven. Ma procediamo con ordine.

Kinross Fair

2016-08-13 Kinross Fair  0005

Non sarà famosa come quella di Scarborough, e difatti nessuno ci ha ancora scritto una canzone. Però, se se avete l’occasione, un salto vale la pena di farlo.. Probabilmente sarete gli unici visitatori provenienti dall’overseas, l’oltremare. E forse anche da oltre il Vallo di Adriano. Ma qui, forse non solo qui, ma fortissimamente qui, potrete incontrare dei cavalli di razza Highland

Pony Highlands

Oppure Clydesdale

2016-08-13 Kinross Fair  0372

Come anche delle pecore Blackface oppure Texel. Beh, queste si vedono anche a Texel, credo.

2016-08-13 Kinross Fair  0133 2016-08-13 Kinross Fair  0092

Oppure un intero branco di Highlanders bovini, per non dire dell’Angus. Crudo.

2016-08-13 Kinross Fair  0173 2016-08-13 Kinross Fair  0199

E di un sacco di altre bestie, attività e competizioni tipicamente Britanniche. Molto pittoresco.

2016-08-13 Kinross Fair  0027

Naturalmente non manca un posto dove prendersi un panino e qualcosa da bere. Niente di che, intendiamoci, siamo sempre in Scozia e Gordon Ramsay è solo un eccezione che conferma una regola. Le birre sono buone, ovviamente.

In totale, la fiera di Kinross vale almeno quattro stelle su tripadvisor (con la quinta in sospeso, in attesa che migliorino la ristorazione). E’ autentica, dal farmer al commerciante, dal toro da esposizione fino alla pecora qualunque, mostrata per.. Già, per che cosa si mette in mostra una pecora qualunque? Meglio non sapere. Se volete vedere cosa si alleva da quelle parti, che è diverso da quello che si alleva dalle nostre, assaggiare qualche produzione locale, fare quattro chiacchiere con la (ospitalissima) gente del posto e respirare un bel po’ di countryside, io la dritta ve l’ho data.

Loch Leven Natural Reserve

2016-08-13 Kinross  0004

Tanto per citare la pubblicità della Fiat 500x di qualche anno fa, è un po’ come la palude di Casalbeltrame sotto Viagra (o, come direbbero gli americani, “on steroid”). Archittettonicamente non c’è paragone, il centro visite è un piccolo capolavoro di recupero, il capanno è più bello del nostro hotel.

2016-08-13 Kinross  0003 2016-08-13 Kinross  0008

L’area è vasta, e comprende anche le alture retrostanti. I sentieri sono numerosi,  ben marcati e ben mantenuti. Ma l’ambiente, è quello nostro, guardate..

2016-08-13 Kinross  0128_stitch

Risaie a parte. Insomma, non è questo il posto ed il periodo per fare birdwatching ricco, anche perchè siamo in uscita dalla fiera (che è piazzata nei prati antistanti la riserva) e dobbiamo ancora  tornare a Dunbar. Qualcosa si è visto: qualche pispola, qualche fringuello, un po’ di anatrame lontano lontano, due poiane vicine vicine, uno scoiattolo rosso, delle cinciarelle e poco altro. Il punto è, comunque, che se fate 30 alla fiera, fate 31 e passate a vedere anche la riserva..

E questo è tutto, gente.
Fino alla prossima, buon BW.

domenica 30 luglio 2017

Scozia, 12 Agosto 2016: Trossachs e West Highlands

fhd_2016-08-12 Trossachs e West Highlands _0031

Volevo aprire con la solita cartina ma, statistiche alla mano, sembra che la presenza di una cartina in testata faccia da svuotapista. Quindi la metto qui sotto, sperando che la pecora funzioni meglio. Un gattino era più sicuro, ma non ne ho. Ah, per quelli che si sono persi gli anni ottanta e novanta, lo “svuotapista” era la canzone che non piaceva a nessuno ma che per motivi artistici o commerciali il DJ (quello vero, in discoteca) si ostinava a suonare sempre e comunque, con gli effetti suggeriti dal nome.  Su radio DJ (dove se ne intendono) preferiscono il termine più tecnico di “scacciafiga”, termine che può essere utilizzato tranquillamente anche (ma non solamente) per: calcio, automobili, fumetti, computer e, appunto, mappe e cartine. Ma sto divagando. Eccola.

image

Siamo partiti da Dunbar di buon ora, e piovigginava. Ad Edimburgo pioveva. Passato il ponte diluviava e di lì in avanti si capiva che il tempo non avrebbe fatto altro che peggiorare. Per dire: una giornata tremenda. Uccelli niente, giusto qualche pecora zuppa. Perchè fare un post, allora? Semplice, perchè abbiamo attraversato un territorio bellissimo, imperdibile potrei dire.
Fino ad Aberfoyle, che è il pallino bianco più o meno a mezza via  nella cartina qui sopra, giusto accanto alla K di “National Park”, la strada non è nulla di speciale. Almeno per chi viene dalle nostre regioni: campi, boschi, castelli, città che hanno fatto la storia (Sterling, per citare una), le solite cose. In paese, un centro visite che non ce l’hanno  neanche a Yellowstone (quello nelle Colonie) e lo Scottish Wool Centre,

fs2016-08-12 Trossachs e West Highlands _0036 

2016-08-12 Trossachs e West Highlands _0040_smallcircondato da un gregge assortito di pecore zuppe, tra cui quella di copertina. Ammetto che la pecora zuppa non attizzi proprio chiunque, ma il centro è interessante, le varietà mostrate hanno un senso, il market interno è ben fornito di lane e derivati. C’è anche un ristorante, che non abbiamo capito come funzionava ma doveva funzionare piuttosto bene a giudicare dal numero di avventori. Fuori c’era anche un gruppetto di Anatre Corritrici, che non lo sapevo che la femmina del corridore prende la “t”. Indian Runner Ducks, ad ogni buon conto. Tra gli anatidi più buffi che mi sia capitato di vedere. Già la struttura è tutta un programma, ma è quando fanno proprio quello da cui hanno preso il nome, cioè corrono, che è uno spettacolo. Sembrano una batteria di centometristi con le gambe corte che cercano di fare le qualifiche correndo con le mani dietro alla schiena.

fs2016-08-12 Trossachs e West Highlands _0019 
 Più di tanto la foto non rende, quindi linko un filmato: https://youtu.be/xJB6Ydz-X1A Ora, visitato il paesello, si può riprendere la via. Sempre sotto l’acqua, naturalmente.

fs_2016-08-12 Trossachs e West Highlands _0057

Per parecchi chilometri si viaggia tra boschi e pinete, si costeggiano fiumi, laghi e laghetti. Nuovamente: le solite cose.

fs_2016-08-12 Trossachs e West Highlands _0079 fs_2016-08-12 Trossachs e West Highlands _0085

Incontriamo degli Highlander. Me li immaginavo diversi, ma i capelli lunghi li hanno, comunque.Poi, tutto di un colpo, i boschi si diradano ed infine spariscono, lasciandoci al centro di un’ampia vallata che conduce dritta dritta alle Highlands.

fs_2016-08-12 Trossachs e West Highlands _0146

Ed eccole qui, con tutto il corollario di laghi, brughiere, cascate e quant’altro ci si possa aspettare..

fs_2016-08-12 Trossachs e West Highlands _0218 fs_2016-08-12 Trossachs e West Highlands _0226
fs2016-08-12 Trossachs e West Highlands _0195 FS_2016-08-12 Trossachs e West Highlands _0244

E tanta pioggia, ovviamente. Quindi, come dicevo, tempo orribile e niente uccelli. E allora che ci andiamo a fare? A vedere le Highlands. A respirare le Highlands. Ad assaporare le Highlands.  E se dalle parti di Glencoe o Kinlochleven, avvertite come un senso di deja-vu, non preoccupatevi: potreste veramente avere già visto i paesaggi che vi circondano. In Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, per esempio. O in Braveheart, o in Rob Roy, o in 007 Skyfall. E, naturalmente, in Highlander – l’ultimo Immortale. La torre dove Ramirez e Conner Macleod si incontrano con quello che consegue si trova proprio da queste parti.
Ah, se sulla via del ritorno lo stomaco dovesse farsi sentire, consiglio una sosta a Tyndrum, al Real Food Cafe. Non è un ristorante gourmet, piuttosto un fast food locale. Che comunque è più che passabile, mi ricordo delle ottime chips. Ma il cortile invece, è da guida Michelin. Guardate:

fs_2016-08-12 Trossachs e West Highlands _0276

E questo è tutto gente.
Ci si vede alla prossima, che tra ferie e altre attività in corso non so quando sarà. Comunque, fino a quella data, buon BW:

lunedì 19 giugno 2017

Scozia, 8 Agosto 2016: Isle of May 2/2

2016-08-11 Isle of May 0322 (1920x1079)

Eravamo rimasti più o meno qua, sull’isola. Non li potrete vedere per motivi tecnici, ma mentre noi ci riparavamo dal vento e da qualche spruzzo di pioggia, migliaia, forse milioni, o addirittura una dozzina contata di Puffins passava sopra alle nostre teste andando e venendo da mare a tana e da tana a mare. Volatili, secondo me, che seguono la regola del calabrone: basta vederli per capire che sono totalmente inadatti al volo. Ma loro non lo sanno e volano lo stesso. E anche se non sembrano proprio a loro agio su nel cielo, qualche temerario viene anche a svernare qui “da noi” in Liguria: mica ci arriverà in bicicletta, no? Ma andiamo a fare un giretto.

2016-08-11 Isle of May 0179_TS

Sempre per motivi tecnici non potete vedere neanche questa, ma sulle scogliere in alto a sinistra c’è una piccola colonia di Foche. Nella baia nuotano un po’ di Edredoni con contorno di Gabbiani Reali, Zafferani e quant’altro. In aria e sulle falesie ci sono ancora i Tridattili (Kittywake), con anche qualche Fulmaro. E i Marangoni dal Ciuffo. Ma il tempo incalza, e la barca non aspetta. Continuiamo.

2016-08-11 Isle of May 0184_ts

Guardate che panorama. Verde in ogni dove, o quasi. Altro che 50 sfumature, qui ce ne sono millemila. Ma del terreno, se così si può dire, quel che colpisce di più non è neanche il colore, ma la sua consistenza.

2016-08-11 Isle of May 0222_ts

Un tappeto di muschi ed erbe spesso una spanna, per quel che si può vedere. E chissà per quello che non si vede… A camminarci sopra sembra di calpestare una di quelle moquette extralusso che si trovano solo nelle case e negli uffici degli sceicchi o dei ducaconti. O di rimbalzare su di un materasso ad acqua, anche se non ne ho mai avuto uno e quindi non so veramente come sia. In effetti non so neanche come mi sia venuto in mente il paragone. E questi qui di seguito invece sono i nidi delle sterne.

2016-08-11 Isle of May 0241_FS

Ancora piuttosto frequentati, a quanto sembra:

2016-08-11 Isle of May 0248_FS

Poco più avanti troviamo il centro visite, moderno e funzionale. Magari un tantino superfluo, a parte che per ripararsi dal vento e dalla pioggia. Ma quando siamo sbarcati abbiamo notato al binocolo una tipa probabilmente arrivata con il gommone prima che si era messa qui sul balcone a leggere. Beh, adesso, dopo tre ore, è ancora allo stesso posto (se ingrandite la foto la potete vedere). Quindi, evidentemente, ha anche altri perchè. Solo che a me sfuggono.

2016-08-11 Isle of May 0252

E ci sono anche le sterne, incazzate come non mai e sempre a difesa del loro territorio. Ho dovuto subire parecchi attacchi e rischiare la mia vita per fare questa foto. Spero che qualcuno apprezzi.

2016-08-11 Isle of May 0253_FS

Mentre eravamo intenti a riprendere temperatura ci è capitato di scambiare quattro chiacchiere con il Ranger (vedi post precedente), che passava di lì per caso. Ci ha raccontato un po’ della vita della stazione di ricerca, che risulta a dir poco “intensa”. Ma parecchio. A febbraio iniziano i primi sbarchi esplorativi. Si controlla lo stato delle installazioni e si ripulisce un po’ qua e là nei punti più frequentati. A marzo si fa già su serio: si preparano alloggi e pertinenze, si rimettono in ordine impianti e sentieri, si caricano armi e bagagli. Compresi 50 quintali di carbone per le stufe, mi racconta il tipo, che è rimasto molto colpito dalla cosa visto che li ha portati lui su dal molo, a spalla. Arrivano i Puffins e parecchi altri migratori, arrivano anche i primi team di volontari e ricercatori. E ad aprile arriva il pubblico. Fino alla fine di luglio si lavora a tutto vapore, poi i volontari se ne vanno, i ricercatori finiscono i progetti più importanti e anche i turisti si diradano. A settembre la maggior parte delle installazioni viene chiusa e sbaraccata. Arrivano i team che si occupano delle migrazioni e degli inanellamenti, ma non tutti si fermano a lungo. Arrivano le foche raminghe, che partoriranno tra non molto. A ottobre approdano i ricercatori specializzati sui mammiferi marini, e resteranno fino metà dicembre. Poi si chiude, e a febbraio si ricomincia.

E visto che abbiamo parlato di edifici ed impianti, ecco come sono fatti.

2016-08-11 Isle of May FS 0295

Qui sopra c’è l’osservatorio ornitologico con le sue pertinenze. E, volessero fare del volontariato o della ricerca, qui sotto c’è posto anche per gli Addams. E’, a quanto si dice, il primo faro di Scozia.

2016-08-11 Isle of May FS 0335

Questi dabbasso sono locali di servizio, costruiti verso la fine dell’800. C’erano dei magazzini, incluso quello del carbone, il locale dei generatori per il faro, il compressore che faceva funzionare i corni da nebbia (“sirene” non mi sembra appropriato) ed alcuni alloggi. Parte di tutta questa mercanzia è ancora in uso anche oggi.  L’acqua che vedete lì davanti è dolce, appartiene ad un piccolo laghetto che serve probabilmente anche da cisterna per il personale residente. A tutti gli effetti, è un Loch. 

2016-08-11 Isle of May 0341 FS

Come direbbe l’Oracolo, ogni gita che ha un inizio deve anche avere una fine. E quindi eccoci di nuovo alla barca.

2016-08-11 Isle of May 0388 (1920x1079)

Giusto il tempo di immortalare una delle Beccacce di Mare più confidenti che abbia mai visto..

Beccaccia di mare

E via che si va. Con prudenza però, perchè nel frattempo le condizioni del mare sono peggiorate e si balla. Il viaggio di ritorno durerà almeno tre quarti d’ora in più rispetto all’andata, detto da me che me la sono cavata ancora bene. Per altri sarà ancora più lungo. Molto più lungo. Questo è il Nord, ragazzi: un posto da duri. E noi che duri non siamo, appena tornati sulla terra ferma ci siamo precipitati a prendere qualcosa di caldo per rimettere a posto lo stomaco. Per i navigatori più tosti o fortunati, non posso che consigliare invece una sosta all’Anstruther Fish Bar.

2016-08-11 Anstruther 040 (1920x1079)

A parte i premi dichiarati nell’insegna, quello che ha attirato la nostra attenzione è stata la quantità di gente accomodata un po’ dappertutto con i cartocci del loro (del bar) fish and chips in mano. Per non dire di quelli fuori in attesa. Sarà per la prossima volta, perchè per questa è tutto, gente. E sarà per la prossima volta anche vedere quello che non abbiamo visto questa.

Beh, almeno lo scrivo.

Seabirds breeding on Isle of May:

Fulmar (Fulmarus glacialis) Fulmaro
Shag (Phalacrocorax aristotelis) Marangone dal ciuffo
Eider (Somateria mollissima) Edredone
Oystercatcher (Haematopus ostralegus) Beccaccia di Mare
Herring Gull (Larus argentatus) Gabbiano Reale Nordico
Lesser Black-backed Gull (Larus fuscus) Zafferano
Great Black-backed Gull (Larus marinus) Mugnaiaccio
Kittiwake (Rissa tridactyla) Gabbiano Tridattilo
Sandwich Tern (Sterna sandvicensis) Beccapesci
Common Tern (Sterna hirundo) Sterna Comune
Arctic Tern (Sterna paradisaea) Sterna Artica
Puffin (Fratercula arctica) Puffin. Vabbè, Pulcinella di Mare
Guillemot (Uria aalge) Uria
Razorbill (Alca torda) Gazza Marina

Other birds that can be seen en route and around Isle of May:

Flying:

Gannet (Morus bassanus) Sula
Great Skua - rarely seen (Stercorarius skua)  Stercorario Maggiore

Around shore:

Purple Sandpiper (Calidris maritima) Piovanello Violetto
Turnstone (Arenaria interpres) Voltapietre
Redshank (Tringa totanus) Pettegola
Curlew (Numenius arquata) Chiurlo Maggiore

lunedì 29 maggio 2017

Scozia, 8 Agosto 2016: Isle of May 1/2

Scotland - Maps full

La mia uscita preferita di queste vacanze. The Isle of May è un isolotto piazzato appena fuori al Firth of Forth, quasi di fronte alla più famosa Bass Rock. E’ un altro di quei villaggi estivi per uccelli ben conosciuti e frequentati dai diretti interessati, un po’ meno da noi birders a quanto ho potuto vedere. D’altra parte, avessimo fatto il pieno alle Farne, forse anche noi l’avremmo saltata. E avremmo sbagliato, perchè l’Isola di May ha una personalità tutta sua. Ma procediamo con ordine. Per arrivare all’isola ci sono 2 modi, almeno per quanto ci riguarda: via gommone da North Berwick, oppure via barca da Anstruther (vedi cartina: sono in pratica l’uno in faccia all’altro sulle due sponde del fiordo). Se vi sentite avventurosi, non temete di bagnarvi, voi e la vostra eventuale attrezzatura, non avete problemi con la schiena (io li ho), non soffrite il mal di mare e avete buone sensazioni a proposito del tempo che incontrerete durante la traversata,  il gommone fa per voi: rapido ed indolore (forse).

gommone

Comunque, tenete presente che i gommonisti vi offriranno tutto il necessario per tenervi il più asciutto possibile, armi e bagagli inclusi. Non so dirvi con precisione come prenotare il gommone: da quel che ho visto si può fare dal Seabird Centre di North Berwick, a pochi chilometri da Dunbar (ne riparleremo). Ma credo che si possa pure salpare da altri porti. E’ probabile che anche qui, in bassa stagione, ci si possa presentare all’ultimo minuto e saltare sul canotto. Ma non lo garantisco. Noi, principalmente per i miei problemi di schiena, abbiamo optato per la barca, e a tutt’oggi non me ne sono pentito neanche per un momento. Abbiamo prenotato e pagato da qui: http://www.isleofmayferry.com/, e anche questa volta alla partenza la nostra nave era mezza vuota.  Ma il tempo non era proprio dei migliori e dato che non ci sono molti operatori sulla tratta, i last minute potrebbero comunque risultare un tantino rischiosi. Gli orari della partenza, poi,  dipendono dalle maree, quindi potrebbe essere complicato anche solo determinare a che ora è l’ultimo minuto a cui presentarsi.Telefonare con qualche giorno di preavviso però potrebbe bastare, fate voi.
Una nota a margine: riprendendo l’argomento per questo post, ho avuto l’impressione che anche il Seabird Centre abbia intenzione di offrire prima o poi la barca. Teneteli d’occhio.
Comunque, mentre i gommoni sono a pochi chilometri dall’albergo, la barca pure. Solo che c’è tutto un fiordo di mezzo. E il ponte più vicino è quello di Edimburgo.

2016-08-11 Edinburgh Bridge 001 (1920x1077)

Notato il pilastro lontano a sinistra? Quello con a fianco una gru altissima? Beh quello è il nuovo bridge, che a breve sostituirà o affiancherà quello che stiamo per attraversare. Il traffico comunque è scorrevole, e possiamo affrontare le nostre quasi 2 ore di trasferta con una certa tranquillità. Come dicevo, gli orari di partenza delle crociere dipendono dalle maree, la nostra salpa alle 11 e mezza e abbiamo tutto il tempo per prendercela comoda. Arrivati ad Anstruther, seguiamo le indicazioni per il porto e piazziamo la macchina nel parcheggio vicino al molo, proprio di fronte alla ex rimessa delle imbarcazioni di salvataggio diventata ora un museo.

image

Il baracchino di legno sulla destra è quello del nostro armatore: le prenotazioni sono a posto e ci stanno aspettando, non c’è che da partire. Una nota di servizio: se al baracchino vedete qualche souvenir che vi attizza, pigliatelo subito. Al ritorno troverete probabilmente la bottega chiusa, e lo shop del porto (la costruzione bianca al centro della foto) offre una produzione poco orientata alla gita che avete appena intrapreso.
Ma torniamo a noi: se c’è da partire, partiamo. Solo che oggi non c’è il sole, come alle Farne o nella foto sopra. Oggi c’è il vero, classico, tempo schifoso.

2016-08-11 Isle of May 0003fs 2016-08-11 Isle of May 0002fs

Meno male che stiamo al coperto. E che non abbiamo preso il gommone… Comunque la navigazione è lunghetta, il mare mosso e non si può neanche stare fuori. Non una bella situazione, ma non è il caso di farne una tragedia. Salto anche il piagnisteo sul fuori stagione, che l’ho già fatto sulla via delle Farne, e arriviamo direttamente alle.. foche.

B2016-08-11 Isle of May 0028

Perchè ci sono anche qui, anche se non così tante come alle Farne. Comunque, sempre un gradito incontro.

b2016-08-11 Isle of May 0032

Ed ecco il primo approccio alle scogliere. Questa volta il link ad un report da “alta stagione” ci porta a LiguriaBirding. Eccolo: http://www.liguriabirding.net/easyNews/NewsLeggi.asp?IDNews=241
Noi sbarchiamo che sta spiovendo, il Ranger (non sono certo sia il termine esatto, però mi piace) ci accoglie sotto gli ultimi sporadici spruzzi e nel bel mezzo dello spiegone finiamo sotto attacco.

2016-08-11 Isle of May 0048_sterna artica.MP4_snapshot_00.02_[2017.05.21_15.19.01]

Le Sterne Artiche! Mitico, non avrei mai pensato di riuscire a vederle! E in queste quantità! Le Sterne Artiche (o Codalunga, o Paradisee) sono tra gli uccelli più famosi del mondo. A sua (del mondo) quasi totale insaputa. Avete presente l’uccelletto spesso citato di sfuggita come il più “migratore” tra i migratori, perfino nei TG e nei servizi di Studio Aperto? Ecco, è questo. Magari il nome non lo dicono nemmeno, o lo dicono sbagliato, ma  è un primato che merita di essere più che celebrato: 70/80 mila chilometri di viaggio dalle zone di riproduzione a quelle di svernamento. Dall’Artide (o quasi) all’Antartide  (o quasi) su rotte tutt’altro che lineari, da rappresentante di commercio si potrebbe dire. Il tutto con 100-120 grammi di peso e un’ottantina di centimetri, e magari neanche,  di apertura alare. Se non sono un mito loro...  Qualche volte passano anche dalle nostre parti, ma incontrarne una è come beccare un terno al lotto (o qualunque sia il temine corrente).
Preso atto che qui, sotto la pioggia, sembriamo sicuramente più patetici che minacciosi, le sterne cessano l’incursione e si allontano rapidamente. E noi dietro: siamo arrivati fin quassù, vuoi non cercare di fargli una foto? E allora eccole.

Sterna artica

Come capita a volte (ma raramente) in questo mestiere, alla prima foto fatta in fretta per non sprecare l’occasione ne seguiranno un sacco di altre. Perchè le Sterne non cesseranno di tenerci d’occhio per tutto il tempo in cui rimarremo nel LORO territorio, affrontando spavaldamente ogni nostro (presunto) sconfinamento dalle aree di sicurezza da LORO stabilite. Ricordo di aver letto da qualche parte che fosse consigliabile munirsi per la visita di cappello ed impermeabile da rottamare al rientro. Per quanto noi ci si sia salvati da beccate e bombardamenti, non posso che appoggiare il consiglio. Ma visto che abbiamo rischiato la vita per vederle, rivediamole.

fs_2016-08-11 Isle of May 0090

fs_2016-08-11 Isle of May 0104

2016-08-11 Isle of May 0129

Scoprite l’intruso: una delle foto precedenti ritrae un uccello che non è una Sterna Artica. Riuscite ad indovinare quale? Un aiutino: si tratta di uno Zafferano. Mentre ci pensate, vi lascio un’ultima fotografia dell’isola. 

2016-08-11 Isle of May 0121

La prossima volta ripartiamo da qui.
E questo è tutto, gente.
Buon BW.